La rapida ascesa dell’intelligenza artificiale (AI) sta creando un crescente carico energetico, ma il consumo più intenso non proviene dai chatbot come ChatGPT, ma dai generatori video AI. Strumenti come Sora di OpenAI e Veo di Google stanno diventando virali, ma il loro costo computazionale è drasticamente più alto rispetto all’intelligenza artificiale basata su testo, una tendenza con implicazioni significative per il consumo energetico e le infrastrutture.
Il divario energetico: video e testo
L’intelligenza artificiale generativa richiede una potenza notevole, ma la creazione di video fa impallidire altre applicazioni. Un recente studio di Hugging Face ha rilevato che generare un singolo video AI di 10 secondi consuma circa 90 Wattora. In confronto, la generazione di immagini richiede solo 2,9 Wh, mentre la generazione di testo richiede solo 0,047 Wh.
Questa disparità è semplice: il video richiede la generazione di più immagini ad alta risoluzione al secondo. Il processo è intensivo dal punto di vista computazionale e coinvolge un complesso “denoising” per creare un movimento fluido. Per illustrare, la creazione di un video AI utilizza all’incirca la stessa energia necessaria per far funzionare un moderno televisore da 65 pollici per oltre mezz’ora.
Perché è importante: la portata del problema
Il divario energetico non è solo accademico. La popolarità dei video AI sta esplodendo. Sora di OpenAI ha raggiunto oltre un milione di download entro cinque giorni dal lancio e Gemini di Google ha generato oltre 40 milioni di video nei suoi primi mesi. Con l’espansione dell’utilizzo, le reti energetiche esistenti potrebbero avere difficoltà a tenere il passo.
Ciò ha spinto a massicci investimenti nelle infrastrutture di intelligenza artificiale. Nvidia sta investendo 100 miliardi di dollari in OpenAI per costruire data center in grado di generare 10 gigawatt di potenza. Ancora più estremo, Microsoft sta esplorando la riapertura del sito nucleare di Three Mile Island – il luogo del peggior disastro nucleare nella storia degli Stati Uniti – per alimentare le sue ambizioni di intelligenza artificiale.
Trasparenza e mitigazione
La mancanza di trasparenza del settore è una delle principali preoccupazioni. Le aziende sono riluttanti a rivelare l’impronta energetica dei loro modelli, lasciando gli utenti incapaci di prendere decisioni informate.
“Le aziende che si occupano di intelligenza artificiale dovrebbero essere trasparenti riguardo al loro impatto ambientale… È inaccettabile che per gli strumenti che utilizziamo ogni giorno non disponiamo di numeri precisi”, afferma Sasha Luccioni, responsabile AI e clima presso Hugging Face.
I consumatori possono mitigare il proprio utilizzo valutando criticamente se gli strumenti di intelligenza artificiale sono veramente necessari. Ma la questione centrale rimane: la generazione di video tramite intelligenza artificiale è un processo ad alta energia e la sua crescita richiede una discussione seria e trasparente sulla sostenibilità.
Il futuro dell’intelligenza artificiale dipende dalla ricerca di soluzioni alla sua impronta energetica, pena il rischio di creare un boom tecnologico insostenibile.
