Le auto senza conducente promettono di ridurre drasticamente l’incredibile numero di vittime causate dai conducenti umani negli Stati Uniti. Tuttavia, nonostante questo potenziale vantaggio in termini di sicurezza, gli esperti sono profondamente divisi sulla questione se i veicoli autonomi (AV) miglioreranno i nostri sistemi di trasporto o aggraveranno i problemi esistenti.
La questione centrale non è solo rendere la guida più sicura, ma come gli AV potrebbero cambiare radicalmente le nostre città, i modelli di viaggio e la qualità della vita. Una recente meta-analisi di 26 studi dell’Università del Texas-Arlington conferma una tendenza preoccupante: l’adozione diffusa di auto senza conducente probabilmente aumenterà le miglia totali percorse dal veicolo (VMT) di quasi il 6%. Anche piccoli aumenti percentuali del VMT possono portare rapidamente alla congestione del traffico, poiché anche solo una manciata di veicoli aggiuntivi può sopraffare la capacità stradale.
Il paradosso della convenienza
Il problema sta nel fascino intrinseco degli AV. Eliminando gli ostacoli legati alla guida – costi assicurativi, fatica, problemi di parcheggio – questi veicoli potrebbero rendere i viaggi in auto così economici e convenienti che le persone semplicemente guideranno di più. I trend storici lo confermano: una guida più facile porta ad una maggiore dipendenza dai veicoli personali. Gli Stati Uniti si distinguono già come un’anomalia globale nella sicurezza stradale, con tassi di mortalità 14 volte superiori a quelli della Germania nonostante abbiano solo quattro volte la popolazione.
Il potenziale degli AV di salvare vite umane è innegabile. Gli studi sui veicoli a guida autonoma di Waymo nelle principali città mostrano una riduzione dell’85% degli incidenti con lesioni gravi rispetto ai conducenti umani. Tuttavia, questo progresso potrebbe essere controbilanciato da un’impennata del traffico complessivo, vanificando i benefici attesi.
Il dilemma della pianificazione urbana
Alcuni esperti sostengono che il modo più efficace per ridurre gli incidenti stradali mortali, migliorare l’ambiente e creare comunità più vivibili è semplicemente ridurre la dipendenza dall’auto. Tuttavia, le auto senza conducente minacciano di bloccarci in un futuro ancora più dominato dalle auto, se non gestite con attenzione.
La soluzione non è vietare completamente gli AV, ma implementare politiche che ne riducano gli svantaggi. Ciò include la tariffazione della congestione, le tariffe dei parcheggi, la progettazione stradale che incoraggia velocità inferiori e la priorità alla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti. La sfida è convincere il pubblico ad accettare questi compromessi, soprattutto considerando la comodità senza precedenti promessa dagli AV.
Il momento attuale offre un’opportunità fondamentale per imparare dagli errori del passato. All’inizio del XX secolo si è assistito all’espansione sfrenata delle infrastrutture automobilistiche, con scarsa considerazione per le conseguenze a lungo termine. Dobbiamo evitare di ripetere questo errore modellando in modo proattivo la politica dei trasporti per garantire che il potenziale salvavita dei veicoli autonomi integri, piuttosto che indebolire, gli sforzi per ridurre la dipendenza dall’auto in generale.
In caso contrario, si rischia di radicare ulteriormente la cultura automobilistica americana, intrappolandoci potenzialmente in un futuro di traffico infinito e di espansione urbana insostenibile. La posta in gioco è alta e il momento di agire è adesso.
