Cameo fa causa a OpenAI sulla funzionalità video AI utilizzando il suo nome

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Cameo, la piattaforma per video personalizzati di celebrità, ha intentato una causa contro OpenAI per una nuova funzionalità all’interno del suo generatore di video AI, Sora 2. La funzionalità, chiamata anche “Cameos”, consente agli utenti di inserire se stessi o altri nei video insieme a celebrità e personaggi storici, tra cui il CEO di OpenAI Sam Altman.

Controversia sui marchi al centro

La causa è incentrata su accuse di violazione del marchio, diluizione del marchio e concorrenza sleale. Cameo sostiene che l’uso del nome “Cameos” da parte di OpenAI confonderà i consumatori, portandoli a credere che i video generati dall’intelligenza artificiale siano affiliati o approvati dalla piattaforma Cameo. La società ha dichiarato di aver tentato di risolvere il problema in privato prima di intentare una causa, ma OpenAI ha rifiutato di smettere di utilizzare il nome.

“Per proteggere i fan, il talento e l’integrità del nostro mercato, purtroppo non abbiamo avuto altra scelta se non quella di intentare questa causa.” – Steven Galanis, CEO e cofondatore di Cameo.

Risposta di OpenAI e contesto più ampio

OpenAI sostiene che nessuna singola entità può possedere esclusivamente la parola “cameo”. Tuttavia, l’azione legale evidenzia una crescente tensione tra le società di intelligenza artificiale e i marchi affermati sulla proprietà intellettuale. Questo caso sottolinea le sfide legate alla protezione dei marchi nell’era dell’intelligenza artificiale generativa, dove i nomi dei marchi possono essere facilmente replicati in contenuti sintetici.

Conflitti legali esistenti

Questa controversia fa parte di un modello più ampio di azioni legali contro OpenAI. Anche la società madre di CNET, Ziff Davis, ha intentato una causa per violazione del copyright contro OpenAI all’inizio di quest’anno, sostenendo che l’intelligenza artificiale è stata addestrata su materiale protetto da copyright senza autorizzazione.

L’esito di questa causa potrebbe costituire un precedente per il modo in cui le società di intelligenza artificiale affrontano la legge sui marchi e potrebbe avere un impatto significativo sul futuro dei contenuti brandizzati nei media generati dall’intelligenza artificiale.