La corsa per la supremazia dell’intelligenza artificiale si sta spostando dallo sviluppo del software all’infrastruttura fisica necessaria per alimentarla. Fluidstack, una startup specializzata in data center ad alte prestazioni pensati appositamente per l’intelligenza artificiale, sarebbe in trattative per raccogliere 1 miliardo di dollari con l’incredibile valutazione di 18 miliardi di dollari.
Se l’accordo verrà finalizzato, potenzialmente guidato dal colosso del trading quantitativo Jane Street, la valutazione di Fluidstack sarà più che raddoppiata in pochi mesi.
Dalla rapida crescita al leader di mercato
La portata di questo potenziale investimento evidenzia l’intensa domanda di potenza di calcolo specializzata. Per comprendere l’entità dell’ascesa di Fluidstack, è necessario osservare la sua traiettoria recente:
- Dicembre 2023: secondo quanto riferito, la società stava cercando 700 milioni di dollari con una valutazione di 7,5 miliardi di dollari.
- Sviluppi recenti: tra gli investitori nei colloqui precedenti figuravano nomi di alto profilo come i fratelli Collison di Stripe, l’ex CEO di GitHub Nat Friedman e Daniel Gross, insieme al fondo focalizzato sull’AGI di Leopold Aschenbrenner, Situational Awareness.
- Interesse strategico: i rapporti indicano che il gigante tecnologico Google aveva precedentemente preso in considerazione la possibilità di contribuire con 100 milioni di dollari ai round di finanziamento dell’azienda.
Il vantaggio specializzato: perché le aziende di intelligenza artificiale si stanno allontanando dagli hyperscaler
Sebbene i tradizionali “hyperscaler” come Amazon Web Services (AWS) e Google Cloud forniscano vaste risorse informatiche, sono generalisti progettati per gestire qualsiasi cosa, dal web hosting alla gestione dei database.
Fluidstack funziona in modo diverso. La sua infrastruttura è progettata su misura appositamente per i carichi di lavoro massicci e intensivi richiesti dai modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Questa specializzazione l’ha resa un partner essenziale per gli attori più ambiziosi del settore.
Il Partenariato Antropico
Un momento decisivo per la startup è stato il suo accordo da 50 miliardi di dollari con Anthropic. In base a questo accordo, Fluidstack costruirà data center personalizzati in Texas e New York appositamente progettati per soddisfare i requisiti tecnici unici di Anthropic.
Questa partnership rappresenta un perno strategico per Anthropic. Sebbene l’azienda attualmente utilizzi AWS e Google Cloud, la sua rapida crescita richiede un maggiore controllo sulla propria infrastruttura per garantire capacità e prestazioni. Collaborando con Fluidstack, Anthropic ottiene una pipeline dedicata di potenza di calcolo che non viene condivisa con il grande pubblico.
Un perno strategico per gli Stati Uniti
La rapida ascesa di Fluidstack ha modificato radicalmente la sua impronta aziendale. Originariamente una stella nascente nell’ecosistema europeo dell’intelligenza artificiale e nata da Oxford, l’azienda ha compiuto diverse mosse aggressive per allinearsi al centro del boom dell’intelligenza artificiale:
- Trasferimento della sede centrale: la società ha trasferito la sua base principale dal Regno Unito a New York.
- Priorità ai mercati statunitensi: Fluidstack si è recentemente ritirato da un importante progetto di intelligenza artificiale da 10 miliardi di euro in Francia per concentrare le proprie risorse sulle opportunità americane.
- Espansione della base di clienti: Oltre ad Anthropic, il crescente elenco di clienti di Fluidstack include Meta, Poolside, Black Forest Labs e in precedenza Mistral.
Riepilogo
Fluidstack sta passando da attore di nicchia specializzato a pietra angolare dell’infrastruttura globale di intelligenza artificiale. Il suo spostamento verso una valutazione massiccia e una strategia incentrata sugli Stati Uniti riflette una tendenza più ampia del settore: man mano che i modelli di intelligenza artificiale diventano più complessi, le aziende che controllano l’hardware specializzato e i data center avranno una leva senza precedenti nell’ecosistema tecnologico.
























