Giocattoli con intelligenza artificiale: un nuovo studio evidenzia i problemi di sicurezza per i bambini piccoli

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Un recente studio dell’Università di Cambridge rivela che i giocattoli abilitati all’intelligenza artificiale progettati per i bambini piccoli possono interpretare erroneamente i segnali emotivi e ostacolare il gioco cruciale per lo sviluppo, sollevando preoccupazioni tra ricercatori e genitori. I risultati suggeriscono che, sebbene questi giocattoli siano commercializzati come strumenti educativi, le loro attuali capacità pongono rischi all’apprendimento emotivo e sociale dei bambini.

Il problema dell’intelligenza artificiale durante il gioco

I ricercatori hanno esaminato l’impatto dell’intelligenza artificiale sullo sviluppo della prima infanzia attraverso un approccio con metodi misti: un sondaggio online su 39 genitori, focus group con nove professionisti dello sviluppo infantile, un workshop dal vivo con 19 leader di beneficenza e monitoraggio del tempo di gioco con 14 bambini e 11 tutori utilizzando il giocattolo Gabbo abilitato al chatbot di Curio Interactive.

Dallo studio è emerso che questi giocattoli basati sull’intelligenza artificiale spesso non riescono a riconoscere accuratamente le emozioni dei bambini, a volte rispondono in modo inappropriato. Ad esempio, quando un bambino esprimeva affetto (“Ti amo”), il giocattolo rispondeva con un disclaimer robotico sull’adesione alle linee guida, illustrando una disconnessione critica tra le emozioni umane e la risposta dell’intelligenza artificiale. Ciò solleva interrogativi su come i bambini potrebbero stabilire relazioni con questi dispositivi e sul potenziale di una comprensione emotiva distorta.

Lacune normative e supervisione dei genitori

Il rapporto sollecita una regolamentazione più chiara dei giocattoli basati sull’intelligenza artificiale, compresa l’etichettatura obbligatoria delle loro capacità e politiche sulla privacy. I ricercatori raccomandano ai genitori di conservare questi dispositivi in ​​spazi condivisi dove le interazioni possono essere monitorate. Sebbene i giocattoli basati sull’intelligenza artificiale possano supportare le abilità linguistiche e comunicative, lo studio mostra che le risposte inappropriate o confuse da parte dell’intelligenza artificiale sono comuni.

Jenny Gibson, una professoressa coinvolta nella ricerca, ha messo in dubbio le priorità del settore:

“Cosa motiverebbe [gli investitori tecnologici] a fare la cosa giusta per i bambini… per mettere i bambini al di sopra dei profitti?”

Perché è importante

L’ascesa dei giocattoli basati sull’intelligenza artificiale fa parte di una tendenza più ampia verso dispositivi sempre più connessi venduti ai bambini, sollevando preoccupazioni sulla privacy dei dati, sullo sviluppo emotivo e sulla sostituzione dell’interazione umana. Questo non è un caso isolato; le cause legali contro le società di intelligenza artificiale sostengono già che i chatbot possono avere un impatto negativo sulla sicurezza psicologica dei giovani, a volte persino incoraggiando comportamenti dannosi.

La mancanza di ricerche approfondite sugli effetti dell’intelligenza artificiale sui bambini è allarmante. Le aziende che realizzano questi prodotti dovrebbero collaborare direttamente con esperti di sviluppo infantile per garantire interazioni sicure e vantaggiose. Curio Interactive, il produttore del giocattolo Gabbo, era a conoscenza dello studio e, secondo quanto riferito, lo ha sostenuto, ma non ha risposto immediatamente alle richieste di commento.

Il futuro dell’intelligenza artificiale nell’infanzia

Man mano che sempre più giocattoli integrano l’intelligenza artificiale e la connettività Internet, i rischi aumentano. Senza un’attenta regolamentazione e la supervisione dei genitori, questi dispositivi potrebbero diventare gravi rischi per la sicurezza, ostacolando potenzialmente lo sviluppo emotivo dei bambini ed erodendo le connessioni nel mondo reale. L’attuale entusiasmo per i giocattoli basati sull’intelligenza artificiale, combinato con la ricerca limitata, richiede una seria attenzione sia da parte dell’industria che dei genitori.