La rapida espansione dell’intelligenza artificiale sta sollevando interrogativi critici sul costo ambientale dell’alimentazione e del raffreddamento degli enormi data center che sono alla base di questa tecnologia. Sebbene alcune affermazioni sul consumo estremo di risorse siano state contestate, le questioni sottostanti rimangono significative. Le richieste di energia e acqua da parte dell’intelligenza artificiale sono in aumento, mettendo sotto pressione sistemi già messi a dura prova. Questa non è solo una preoccupazione astratta; è un problema pratico che richiede attenzione urgente man mano che l’intelligenza artificiale diventa sempre più integrata nella vita quotidiana.
Dibattiti sul consumo di risorse
I dibattiti recenti si sono concentrati sull’accuratezza delle dichiarazioni sull’utilizzo dell’acqua, in particolare quelle relative al ChatGPT di OpenAI. Il CEO Sam Altman ha respinto le stime di 17 litri d’acqua per query di chatbot come “totalmente false”, affermando che OpenAI si è allontanato dai metodi di raffreddamento evaporativo. Tuttavia, questa affermazione è complicata dal fatto che il 56% dei data center si affida ancora al raffreddamento evaporativo, un processo che consuma ingenti risorse idriche. Un rapporto del 2026 di Xylem e Global Water Intelligence prevede che il consumo di acqua tramite l’intelligenza artificiale aumenterà di quasi il 130% entro il 2050.
La discussione sull’uso dell’acqua evidenzia un problema più ampio: la mancanza di trasparenza nel modo in cui le aziende tecnologiche tracciano e segnalano l’impatto ambientale. Senza dati verificati di OpenAI, Meta e Google, è difficile valutare l’intera portata del loro consumo di risorse.
La portata del problema: l’utilizzo dell’acqua
I data center sono strutture ad alto consumo idrico. Due data center di Google a Council Bluffs, Iowa, da soli hanno consumato 1,4 miliardi di litri d’acqua nel 2024. Le strutture di Meta hanno utilizzato circa 1,39 miliardi di litri nel 2023. Queste cifre illustrano l’enorme portata della domanda di acqua, anche se aziende come OpenAI affermano di spostarsi verso pratiche più sostenibili.
La necessità di raffreddamento è determinata dall’immenso calore generato dall’addestramento e dal funzionamento dell’IA. Proprio come gli smartphone e i laptop, i server potenti si surriscaldano se non gestiti correttamente, provocando rallentamenti o danni. La scelta tra il raffreddamento evaporativo ad alto consumo di acqua e sistemi a circuito chiuso più efficienti determinerà quanto diventerà sostenibile lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Richieste energetiche e alternative
L’intelligenza artificiale esercita inoltre una pressione significativa sulle reti energetiche. I chatbot generativi con intelligenza artificiale consumano più energia rispetto ai motori di ricerca tradizionali, con una singola query che richiede fino a 10 volte l’elettricità di una ricerca su Google. I dati di Google mostrano che un messaggio di testo Gemini medio utilizza 0,24 wattora di energia, mentre i video generati dall’intelligenza artificiale richiedono molto di più.
L’industria sta esplorando alternative rinnovabili, con OpenAI che investe nello stoccaggio solare e delle batterie. Anche altri importanti attori tecnologici come Meta, Microsoft e Amazon hanno ampliato il loro utilizzo di energia solare. Tuttavia, queste fonti rinnovabili attualmente integrano, anziché sostituire, la dipendenza dai combustibili fossili nella maggior parte delle reti dei data center.
Il percorso da seguire: trasparenza e sostenibilità
Il dibattito sull’intelligenza artificiale e sul consumo di risorse si sta evolvendo dalla speculazione al controllo basato sui dati. Le comunità e i politici chiedono maggiore trasparenza e pratiche sostenibili per garantire che la crescita dell’intelligenza artificiale non avvenga a scapito delle risorse locali. Bilanciare l’innovazione tecnologica con la responsabilità ambientale non è più un’opzione; è essenziale. Con il continuo progresso dell’intelligenza artificiale, il settore deve dare priorità alle soluzioni di raffreddamento sostenibili, all’adozione delle energie rinnovabili e alla rendicontazione aperta del proprio impatto ambientale per mitigarne l’impatto.
